UN QUADRILATERO DI FEDE INTORNO A TORINO

Quattro luoghi mariani piemontesi collegabili tra loro rappresentano più modi per vivere un itinerario sacro e le sue sfumature.

Un viaggio in Piemonte lungo un itinerario di fede può comprendere luoghi per un riposo voluto in profondità. Ma non vi è un solo modo per vivere esperienze religiose: a seconda della destinazione e dell’ordine religioso, conventi e monasteri offrono diversi tipi di percorso interiore e ospitalità. L’uno spiega l’altro e decidere dove pernottare può aiutare ad abbinare esperienze diverse, accomunate dallo stesso spirito.
Come base logistica, nulla è più adatto della casa di accoglienza nella Basilica di Superga, a Torino. Qui riposo e meditazione invitano a immergersi nel silenzio e nella bellezza del paesaggio visibile dal Colle di Superga; poi il riposo diventa pienamente spirituale aggiungendo al silenzio della natura un periodo di meditazione nella Basilica. I Frati Servi di Maria accolgono visitatori e pellegrini.
Anche la vicina Sacra di San Michele, in Val di Susa, si ispira al misticismo della natura. Si alloggia nel convento, disponibile solo per poche persone in ritiro spirituale; rispetto a Superga, infatti, predomina la componente mistica. Gli edifici emergono direttamente dalla roccia del monte Pirchirano, rappresentando la fede che, come l’Arcangelo principe delle milizie celesti, si esprime nel dominio di alture vertiginose.
Senza ritirarsi, il connubio di vette e fede si può vivere percorrendo la via sacra, dal punto di vista storico e artistico, ammirando edifici risalenti dal 998 d.C. al XIII secolo. Basta stabilirsi in un vicino santuario, come Oropa e il Sacro Monte di Crea. Sono ideali come base per un percorso storico sacrale più libero, sia nelle tappe sia perché pernottamento e ristoro non avvengono nella zona conventuale. Il pellegrinaggio non si ispira alle proposte del convento, ma a determinati modelli di fedeli, che abbinano una certa esigenza interiore a una specifica ricerca o visita.
La spiritualità del singolo si aggancia all’identità del santuario, costituita da un particolare accostamento di culti. Oropa e Crea sono mariani e legati a Sant’Eusebio (vescovo di Vercelli nel IV secolo d.C.), a cui si riconducono le due statue della “Madonna Bruna” (360-369 d.C.) dedicate all’Incoronata. Oropa affianca questo culto a quello dell’Immacolata, a tre ospizi seicenteschi e a un osservatorio meteorologico. Crea lo lega ai Misteri del rosario, da scoprire tramite un servizio guida nel suo parco naturale e nelle cappelle del monte sacro.