SOTTO L’ALA DEL GALLO NERO

Viaggio con il grappolo nel vero cuore toscano, quello che batte nella zona racchiusa tra le province di Firenze e Siena, terra protetta da un unico simbolo: il Gallo Nero.

Tra i dintorni di Firenze, i monti del Chianti, la città di Siena e le vallate della Pesa e dell’Elsa è virtualmente cinto un pregiato fazzoletto di terra che racchiude antiche tradizioni e soprattutto antichi profumi. Immersi tra boschi abitati da caprioli e cinghiali, basse colline con querce e castagni, piccoli borghi e case sparse si aprono alla vista ampi filari di viti alternati ad oliveti.
È da questa terra ricca di galestro, dal clima continentale e dalle altitudini così sfavorevoli per gran parte delle colture agricole, che nasce un vino di fama internazionale: il Chianti Classico. Lo stretto legame del rinomato elisir con la particolare terra che si estende a cavallo delle province di Siena e Firenze, per 7 mila ettari, è storia antica, testimoniata da un primo documento notarile del 1398. Soprattutto è un legame esclusivo.
Non tutto il Chianti può affondare qui le proprie radici, ma solo quel Chianti che ha diritto di fregiarsi dell’appellativo Classico, simbolo che è “il primo”, “l’originale”. A proteggere questo antico vino da possibili falsi un Gallo Nero, immagine e attestato di qualità del “Consorzio Vino Chianti Classico”, creato da un gruppo di viticoltori chiantigiani nel lontano 1924 per difendere e valorizzare la propria produzione (dal 2005 simbolo unico dei vini Chianti Classico, a seguito della fusione operata tra il consorzio di promozione e quello di tutela, Consorzio Vino Chianti Classico e Consorzio Marchio Storico Chianti Classico, prima separati).
La zona viticola di origine più antica: così la definisce il decreto ministeriale del 1932 che ne delimita ufficialmente i confini (rimasti invariati), attestandone la primogenitura e un’identità tutta particolare. Ed è proprio questa l’unica ed esclusiva zona che può dare alla luce il rubino elisir dal profumo di mammola che da anni incanta i palati di tutto il mondo, un prezioso DOCG (vino a Denominazione di Origine Controllata e Garantita) che dal 1984 diffonde ovunque l’immagine toscana.

Curiosità

Da separati in casa a divorziati. Le due DOCG toscane, Chianti e Chianti Classico, si sono divise ufficialmente e si stanno equipaggiando per cambiare i propri disciplinari di produzione e slegare definitivamente le denominazioni. Un divorzio per tutelare la rispettiva immagine e visibilità, oltre che per evitare possibili equivoci. L’iter di separazione iniziato nel 2006 si concluderà con la definitiva approvazione da parte del Ministero delle Politiche Agricole, che potrebbe arrivare entro la fine dell’anno.