LE VIE DEL VINO IN CAMPANIA

Un viaggio tra passato e presente per apprezzare uno dei distretti enogastronomici più gustosi del Sud Italia. Qui s’intrecciano i sapori della cucina popolare e aristocratica, nel pieno rispetto delle tradizioni che rendono inimitabili i caratteri di questa terra.

Campania Felix o Enotria: qualsiasi nome di questa regione rimanda alla fertilità della terra e alla genuinità dei prodotti. Non a caso la Campania conserva tradizioni enogastronomiche uniche per il tipo di lavorazione e per le evoluzioni storiche che hanno interessato l’intera area geografica.
Furono gli Elleni 3.000 anni fa a introdurre la viticoltura nella regione, tanto che ancora oggi l’influsso della cultura enologica degli antichi Greci si ritrova nelle tecniche di coltivazione “ad alberello” e nella potatura delle viti. Il momento di maggior sviluppo dell’enologia campana si ha tuttavia a partire dall’impero romano, periodo in cui il vino prodotto supera i confini nazionali.
Sono definite attualmente 18 zone a denominazione di origine controllata: Aglianico del Taburno, Aversa, Campi Flegrei, Capri, Castel San Lorenzo, Cilento, Costa d’Amalfi, Falerno del Massico, Galluccio, Guardiolo, Irpinia, Ischia, Peniosola Sorrentina, Sannio, Sant’Agata dei Goti, Solopaca, Taburno e Vesuvio. Non mancano i vini DOCG (Denominazione d’Origine Controllata e Garantita), come i celebri Taurasi, Greco di Tufo e Fiano d’Avellino.
Il primo, originario dell’Irpinia, è prodotto unicamente con Aglianico. Con questo tipo d’uva si producono anche i vini rossi del Taburno, in provincia di Benevento. Il Taurasi si sposa egregiamente con una pietanza tipica campana, il sartù, per il suo sapore consistente e denso. Trattasi di un vino profumato e fruttato dal color rubino. Il greco di Tufo e il Fiano d’Avellino sono invece i bianchi più importanti; si trovano spesso in abbinamento con la mozzarella di bufala campana, il capocollo campano e i carciofi, tipici dell’avellinese.
Da un elegante mix di uve autoctone e internazionali nasce la produzione dei vini con classificazione IGT (Indicazione Geografica Tipica), le cui aree di produzione sono riconducibili a Paestum, Salerno e Roccamonfina anche se i vini protagonisti provengono soltanto da uve autoctone. Tra quelle a bacca bianca: Falanghina, Greco bianco, Biancolella e Forastera; tra quelle a bacca rossa Piedirossa, Aglianico, Sciascinoso e Casavecchia.