L’ANTICA “HYBLA HERAEA”

Fondata dai Siculi, la città siciliana è stata, nel corso dei secoli, oggetto di dominazioni continue. Il territorio della provincia di Ragusa si distingue oltre che per la presenza di numerose città storiche, anche per l’attività agricola che con i suoi prodotti è il segno distintivo dell’economia locale.

La storia

La città è divisa in due distinti nuclei: Ragusa inferiore, dall’aspetto barocco, e Ragusa superiore, di stile settecentesco. L’antica “Hybla Heraea”, fondata dai Siculi, subì l’invasione dei Greci e conservò la propria indipendenza fino a metà del III secolo a.C., quando giunsero i Romani. Dopo lo smembramento dell’Impero Romano in Impero d’Oriente e d’Occidente, la città passò più di cinque secoli sotto la dominazione bizantina. Successivamente subì continue invasioni da parte di Vandali, Goti, Visigoti e Arabi. Dopo una ribellione contro i Musulmani nell’868 e la riconquista araba, il suo nome cambiò da Reusia a Rakkusa o “Ragus”. Gli Arabi migliorarono l’agricoltura, i commerci e le industrie. Nel 1060 arrivarono i Normanni e il nome di Ragus divenne definitivamente Ragusa. Seguirono i francesi fino ai cosiddetti Vespri Siciliani, in cui Ragusa fu liberata. Nel 1713, col Trattato di Utrecht, la Sicilia passò ai Savoia, ma con l’impresa garibaldina del 1860 la città entrò a far parte del Regno d’Italia. Nel 1926 diventò capoluogo di provincia.

La città e i suoi monumenti

I monumenti e le chiese di Ragusa meritano tutti una visita. La chiesa di Santa Maria delle Scale, la settecentesca chiesa di Santa Maria dell’Idria, il barocco Palazzo Casentini e il Palazzo Bertini, realizzato verso la fine del ’700, la barocca Basilica di San Giorgio, finita nel 1775, caratterizzata da una cupola ottocentesca alta circa 40 metri e sostenuta da 16 colonne. Proseguiamo la nostra visita alla chiesa di San Giuseppe che conserva al suo interno numerose opere barocche, alla chiesa di Sant’Antonio, alla Villa Comunale in cui troviamo la chiesa dei Cappuccini con convento, quella di San Giacomo e quella di San Domenico. La Cattedrale di San Giovanni, costruita tra il 1706 e il 1760, con facciata barocca e campanile, da non perdere il Museo Archeologico Ibleo, in cui troviamo reperti archeologici rinvenuti in tutta la provincia ragusana.

Il territorio

Nei pressi di Ragusa merita una sosta il suggestivo e imponente Castello di Donnafugata, (il cui nome di origine araba ha il significato di “fonte della salute”),  circondato da otto ettari di parco con un labirinto, grotte artificiali e curiosi meccanismi nascosti, che servivano ad intrattenere gli ospiti del barone. Tra i principali paesi presenti nel territorio della provincia siciliana ricordiamo Chiaramente Gulfi: adagiata sulle falde occidentali dei Monti Iblei, è un vivace centro agricolo che vanta la nota produzione di mandorle, carrube e sommacco, da cui si ricava il tannino, sostanza vegetale con proprietà simili a quelle dell’acido tannico e impiegata per la concia delle pelli, per la tintura e per la fabbricazione dell’inchiostro. Comiso fu abitata fin dalla remota epoca romana e a testimonianza di tale insediamento vi è un notevole mosaico pavimentale, risalente al II secolo a.C. Modica era un importante feudo mentre Pozzallo, il maggiore porto della provincia per movimento commerciale, deve la sua origine alla costruzione di un caricatore per l’esportazione di grano, che diede al paese grande importanza nell’economia della contea di Modica. Infine Vittoria, la cui economia è basata gran parte sulla produzione di ottimo vino.

 

 

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