






Sorridenti donne che lavorano con forza la sfoglia di uova e farina tirata a mano, dando vita a tagliatelle, tortellini, lasagne, cappelletti, passatelli, garganelli, maltagliati o alla classica piadina. Da sola questa icona rende l’idea dell’antica arte culinaria tramandata di generazione in generazione nell’Emilia-Romagna, regione diventata nel corso degli anni patria assoluta e indiscussa della buona tavola e del buon gusto.
L’Emilia-Romagna sa scolpire nella mente del viaggiatore tutto il suo fascino, dal mare alla vita notturna, trasformandosi nel paese della cuccagna e del piacere per il palato. Piacere che rivive anche nelle cantine e nei vigneti che si estendono lungo la campagna padana e le colline appenniniche. Con oltre 63 mila ettari di superficie vitata, che si traducono in circa 6,5 milioni di ettolitri di vino all’anno (in prevalenza rosso), di cui circa il 21% coltivato a Doc, è una delle regioni d’Italia che produce più vino (seconda solo al Veneto) e dove ovunque, dalle pendici degli Appennini fino alle pianure del fiume Po e alle coste dell’Adriatico, domina la vite.
La regione sfoggia ben 20 zone Doc e una Docg (Denominazione d’Origine Controllata e Garantita), in cui si producono oltre 70 vini di qualità, protagonisti negli ultimi anni di un numero sempre più alto di riconoscimenti in campo nazionale e internazionale. La grande varietà di vini è frutto delle profonde differenze morfologiche, climatiche e storiche che segnano i due cuori della regione, l’Emilia e la Romagna, idealmente divisi dal corso del torrente Sillaro. Queste diverse aree sono madri di due nobili e famosi vitigni, ovvero il Lambrusco, vitigno autoctono a bacca rossa coltivato nella zona emiliana, e il Sangiovese, il vitigno a bacca rossa più diffuso nella zona romagnola.
Per scoprire la cultura e la tradizione del territorio basta solo varcare una delle 13 Strade dei Vini e dei Sapori che attraversano tutte e nove le province della regione, golosi itinerari enogastronomici dove la ricchezza paesaggistica e culturale si fonde insieme all’eccellenza gastronomica. Ben 2000 chilometri immersi nella natura, tra antichi borghi e castelli, dolci colline, aspri paesaggi, colorati vigneti o antiche testimonianze artistiche. Così, seguendo i profumi dei vini e delle 25 specialità gastronomiche del territorio, dal parmigiano reggiano ai formaggi di Fossa, dal culatello di Zibello all’olio di Brisighella, dall’aceto balsamico tradizionale modenese o reggiano al fungo porcino di Borgotaro, fra cantine, ristoranti e agriturismo, l’Emilia-Romagna mostra al curioso esploratore tutta la sua passione per la terra.
Il grazioso borgo del maceratese ospita la 16ª edizione della mostra mercato dei formaggi d'Italia.
Mostre, conferenze, workshops, incontri ma soprattutto un mondo di fotografia.
Il patrimonio culturale italiano a portata di tutti, con diverse iniziative a ingresso gratuito.