I tesori naturali della Magna Grecia

Le spiagge bianche e sabbiose bagnate dal mare color blu cobalto, il profumo resinoso dei pini marittimi e il calore del sole rendono il Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano una terra tutta da scoprire e amare.

Il Parco, secondo in Italia per dimensione, si estende dalla costa tirrenica fino ai piedi dell’Appennino campano, comprendendo un paesaggio e una flora eterogenei. Le circa tremila specie botaniche formano un suggestivo mosaico naturale che va dalla ricca e calda macchia mediterranea alle verdi pinete dell’Appennino. Il monte Cervati, con i suoi 1.898 metri, è il più alto della Campania e presenta un sistema morfologico davvero unico: profumate e molto particolari, le pittoresche distese di lavanda colorano di tinte che spaziano dall’azzurro al violaceo le zone non boscate del monte. La fascia costiera ha un aspetto tipicamente mediterraneo, che alterna incantevoli insenature e piccole spiagge, dove l’acqua accarezza la sabbia fine, a pareti che cadono a picco sul mare.

Ancora oggi i miti si confondono con le certezze della storia. Si narra che in questo mare Palinuro, il fidato timoniere dell’eroe troiano Enea, si sacrificò per il bene di tutti e che Ulisse non si fece tentare dal richiamo della sirena Leucosia, che si lasciò inabissare per il dolore dell’amore respinto. Famosi in tutto il mondo sono i resti dell’antica colonia greca di Paestum, dove si trovano gli imponenti resti dei templi di Hera, Nettuno e Cerere, risalenti al 530-540 a.C. circa. Inoltre, è possibile ammirare i resti della città romana, dal lastricato della via Sacra al foro e all’edilizia privata.

Se ogni parco d’Italia custodisce nel proprio territorio un vero patrimonio di prodotti tipici, quello del Cilento non fa certo eccezione. Particolare il “Pane di Padula”, di farina o di grano duro, lievitato sempre naturalmente, mentre il territorio offre una ricchissima gamma di paste filate: dalla mozzarella di bufala alla scamorza fresca o affumicata, dal burrino (pasta filata che racchiude un cuore di burro) al cacetto farcito con olive o prosciutto. Questi formaggi vengono ricavati dal latte della capra Cilentana: nell’area del parco, infatti, viene ancora allevata con metodi tradizionali una popolazione caprina caratterizzata dal suo particolare manto di colore fulvo.

Vere spremute di oliva sono gli oli del parco, appartenenti a due denominazioni di origine controllata, entrambe riconosciute nella stagione 1998-1999. Vite, olivo, castagno e fico sono le piante d’importanza economica che più caratterizzano il paesaggio. Il fico del Cilento è un frutto a buccia rugosa di color giallo chiaro uniforme tipica dei fichi essiccati e la polpa ha una consistenza pastosa. Il Castel San Lorenzo Doc e il Cilento Doc, i due vini rossi che vengono ricavati dalle viti coltivate su queste colline, presentano un aroma corposo e liquoroso.