CATANZARO, LA CITTÀ DELLE TRE V

Il capoluogo calabrese è conosciuto per il vento, il velluto e San Vitalino. Nella provincia del capoluogo calabrese possiamo trovare luoghi turistici e paesi tipici come Lamezia Terme, Squillace, e Soverato.

La storia

La città calabrese si sviluppò tra il IX e il X secolo; dopo i Bizantini venne riconquistata dagli Arabi, che costruirono sullo sperone che sovrasta il golfo di Squillace il borgo fortificato di “Katantzàrion”. Eretta in contea nel XIII secolo, Catanzaro fu per qualche secolo centro di una signoria tra le più vaste della Calabria e la città crebbe affiancando rioni artigiani alle iniziali strutture di fortezza bizantina. Proclamata demaniale dai re aragonesi nel 1444, beneficiò di molte franchigie e conobbe un risveglio civico ed economico. Fu favorita l’industria della seta, i cui statuti vennero definitivamente fissati nel 1519. Scemata l’attività, la città attraversò un periodo di decadenza cui tentò di sottrarsi alla fine del ’700, volgendosi alle idee liberali. Tra le due guerre Catanzaro,invece, crebbe e si sviluppò in tutte le direzioni. Oggi il capoluogo è conosciuto per le sue proverbiali “tre V”, vento, velluto, Vitaliano, che corrispondono al vento che spira forte durante l’anno, al prodotto più apprezzato della zona e al santo patrono che protegge la città.

La città e i suoi monumenti

Il nostro viaggio all’interno della città di Catanzaro inizia da Piazza Matteotti, la piazza dove si affacciano i due contrapposti edifici che rappresentano la città vecchia e i quartieri moderni; si possono trovare il prospetto liberty dell’Istituto tecnico industriale, il monumento al Cavatore e il monumento ai Caduti. Da questa piazza partono corso Mazzini e via Carlo V, dalla quale si può notare il viadotto sulla Fiumarella. Corso Mazzini è la via prediletta per gli incontri e le passeggiate, da dove si arriva a piazza Garibaldi, in cui è situata la chiesa di San Giovanni Battista, originaria del ’500 ma rimaneggiata più volte. Lungo corso Mazzini vi è anche il palazzo della Provincia, la chiesa dell’Immacolata e Palazzo Fazzari. Tra gli altri monumenti religiosi spicca il Duomo: costruito nel XVI secolo e distrutto da un terremoto, fu interamente ricostruito nel XIX secolo, ma ancora una volta cadde sotto i bombardamenti e l’odierna costruzione risale alla seconda metà del 1900. All’interno si trova un prezioso reliquiario in argento con il busto di San Vitaliano. Dietro al Duomo vi è la chiesa del Rosario: consacrata nel 1499, comunemente chiamata anche chiesa di San Domenico, è ornata all’interno da diverse e belle sculture in marmo. Infine, il giardino pubblico della città, Villa Trieste che ospita il Museo provinciale, con materiale archeologico, dipinti, ceramiche e avori.

Il territorio

Nata dalla fusione di Sambiase, Nicastro e Sant’Eufemia di Lamezia, Lamezia Terme è stata costituita per creare un centro industriale, agricolo e commerciale in una zona di notevole interesse turistico ed economico. Risulta essere un importante nodo di comunicazioni stradali e ferroviarie, oltre a rappresentare uno dei principali centri per l’economia dell’intera regione; ma sono le terme Caronte, già conosciute in epoca romana col nome “Aquae Angae”, con acque termominerali sulfuree che sgorgano a 39,5 gradi centigradi, a fare di Lamezia un centro turistico di prim’ordine. Squillace, con i suoi due monasteri che divennero importanti centri di vita culturale, è caratterizzata dalla tipica struttura medievale e da costruzioni sei settecentesche. Soverato è un frequentato centro di vacanze estive con un porto peschereccio tra i più attivi della Calabria jonica, un ampio lungomare e da una bella spiaggia. Nei pressi di Soverato si trova una “Torre cinquecentesca”, a testimonianza delle numerose torri di avvistamento fatte costruire a difesa dei terribili pirati turchi che infestavano le acque del Mediterraneo.